Style magazine: "Uomini di colore"

Il problema qui era non prendersi troppo sul serio. Voglio dire, quanti lettori di Style, mensile di moda e lifestyle allegato al Corriere della Sera, si vestiranno con un completo di lamè decorato a fiorelloni che per di più costa una fucilata ? Però, la moda è anche questo, e quindi, con Alessandro Calascibetta abbiamo immaginato un ragazzotto - molto ricco - e molto viziato che, con aria perennemente imbronciata, si specchia in un IPad, si fa phonare il ciuffo da una top model e si fa reggere il telefonino da una guardia del corpo.











Qui sotto il backstage scattato da Giorgio Serinelli.











Qui sotto il video dal backstage:



Style magazine
January Issue.
"Uomini di colore"

Styled by Alessandro Calascibetta assisted by Andrea Porro.
Photographed by Toni Thorimbert

Hair: Luca Lazzaro
Makeup: Silvana Belli.


Click on the pictures to enlarge.
Posted in style magazine | Comments Off

Poker: Lucchini> Cassarà> Thorimbert> Zorat. The exhibition opening: Wednesday 18 Jan 2012 at the MyOwnGallery, Milano.

Flavio Lucchini è stato il mio direttore e art director a Donna, a Mondo Uomo. Ma lui ha creato, nell’editoria, quasi tutto: Ha progettato Amica nel 1962, nel 1965 ha lanciato Vogue Italia e creato L’Uomo Vogue, Casa Vogue, Vogue Bambini, Glamour, il Lei. Ha fondato l’Art Directors Club di Milano. Nel 1980, con Gisella Borioli crea l’Edimoda, casa editrice che pubblicherà appunto Donna e Mondo Uomo. E ancora, insieme immagineranno – compreranno, ristruttureranno il mitico Superstudio. Insomma dai, tanta roba. Poi, tornato in Condè Nast, era al top. ha mollato tutto per fare l’artista. bello. Aveva uno studio totalmente off limits in cortile al Superstudio. Passavo di lì e pensavo “chissà che diavolo sta facendo” Ha lavorato blindato per 15 anni. Poi è uscito, ha fatto le sue mostre, i libri. Tostissimo.
Come tutti i grandi direttori diceva cose spesso incomprensibili. Era avanti. Andavano interpretate. Magari ti convocava in ufficio e ti diceva: “ in questo servizio il modello dovrebbe giocare con mazzo di chiavi, tirarlo in aria” Noi uscivamo scuotendo la testa, cercando di capire come fare a fare una foto di uno che gioca con le chiavi senza assolutamete fare una foto di uno che gioca con le chiavi.
Sarà molto bello fare questa mostra insieme, credo. Un onore, sicuramente.



Flavio Lucchini photographed by Toni Thorimbert for Amica, 1981.



Flavio Lucchini



Paolo Cassarà



Maurizio Zorat.



Toni Thorimbert.

Qui sotto il comunicato stampa della mostra:

Da un lato la Donna.
Che l’abito rende oggetto-soggetto di seduzione.
Dall’altro quattro artisti che la vita ha legato nel cammino della professione e che sono approdati, con tempi modi e linguaggi diversi, alla ricerca artistica.
Un poker di creativi affini nella comune attenzione alla moda.
Il “maestro” e i più giovani “allievi”.
Flavio Lucchini e Maurizio Zorat, Toni Thorimbert, Paolo Cassarà.
Il grande art-director e il grafico, il fotografo, l’assistente-scultore si sono incrociati in redazione o in atelier, nella “fabbrica” dove nascevano le riviste patinate, nei laboratori che traducevano i vestiti in icone del nostro tempo. Praticando il mestiere hanno affinato le antenne della percezione, sensibilità e osservazione, sentendo l’urgenza di altre espressioni da quelle che il mercato loro chiedeva.
Oggi sono professionisti arrivati e artisti affermati con storie significative alle spalle. Per la prima volta si ritrovano insieme in galleria, condividendo la passione per l’arte. Realizzano opere diversissime, eppure li unisce un atteggiamento elegante, una sottile ironia, una visione neo-pop, una disincantata naturalezza, sia che si cimentino con opere monumentali o sculturine, illustrazioni digitali o foto d’autore.

POKER sublima la storia di questi incontri, dell’empatia sedimentata in ciascuno di loro, pronti a rispondere all’appello di una mostra in comune, che nulla più vuole essere che il racconto di umani rapporti duraturi nel tempo e capaci di generare molto altro che scambi di reciproca utilità.



POKER

Flavio Lucchini
Paolo Cassarà
Toni Thorimbert
Maurizio Zorat.

18 january - 29 february 2012

MyOwnGallery
Via Tortona 27, Milano
Cocktail vernissage: 18 january 2012 - 06 PM

Communication and press office: +390242250144

Click on the pictures to enlarge.
Posted in Flavio Lucchini, MyOwnGallery, Poker | Comments Off

The selfportrait of 2012.

Il primo di Gennaio di ogni anno è il mio compleanno.

In Thailandia, quando piove, piove veramente di brutto. Così il primo Gennaio mi sono trovato un pò annoiato chiuso in un albergo a Samui.
Mi sono ricordato che l'anno scorso avevo fatto un autoritratto per il blog, così mi sono messo all'opera, sottovalutando come sempre la faccenda.
Ne ho scattate centinaia, giuro.
Alcune erano piuttosto fighe: il mio profilo migliore, sguardo alla Lapo Elkann, filo di mosso, tatuaggio che si intravede. Ma...insomma, dai... il punto non era quello.
Così è passato l'uno - di Gennaio - e il due e il tre, e ogni giorno provavo qualche soluzione. Con flash, senza flash, col telefonino. Ad un certo punto, idea geniale, me ne sono scattate un pò guidando il motorino sotto la pioggia.
Mi sentivo un pò idiota mentre lo facevo, e infatti lo sembravo.
Poi a Bangkok, nuovo albergo. In bagno un grande specchio a V. Immagine del Thorimbert moltiplicata.

Alla fine ho scelto quella che pubblico qui sotto. Non è il mio profilo migliore e non la definirei una bella foto: la luce non è granchè e il setting piuttosto banale, ma almeno è onesta. Mi ci riconosco.
Forse perchè la foto mi ritrae proprio nel tentativo di far combaciare l'immagine che ho di me con quello che io "sento" di me, e con l'immagine che la fotografia - come fosse un terzo incomodo - restituisce di me.



Toni Thorimbert photographed by Toni Thorimbert, Bangkok, 5/1/2012.

Click on the picture to enlarge.
Posted in Toni Thorimbert | Comments Off

Xmas presents!

Regali di Natale, più o meno.
Legati alla fotografia. Più o meno.
Gli amici sono una grande ricchezza, forse l'unica vera.



Questo per esempio è davvero bellissimo, del 1969. Una chicca. Me lo ha portato Silvia Meneguzzo, la mia adorata redattrice. Lei mi regala continuamente ispirazioni, immagini, pensieri sulla moda, sull'arte, sulla fotografia.
Qualche tempo fa mi ha portato questo straordinario volume su Enrico Baj, artista, anarchico, surrealista. Le foto e il layout sono di Giorgio Colombo, il suo lavoro sul mondo dell'arte contemporanea è di una qualità e vastità incredibile.













"Bisogna saper perdere, non sempre si può vincere"
cantavano i Rokes, negli anni settanta: Qui sotto una mia foto di Enrico Baj del 1982 alla Galleria Marconi a Milano.



Altro regalo che mi ha veramente comosso: Un giorno di questi è arrivato in studio un pacchettino da Chico De Luigi. Bho?, apro: un libretto di William Klein.

/>

Dedicato a me!



Klein è stato davvero il mio mito! Anche se dal vero non lo trovai molto simpatico. Mi ricordo un'intervista a Parigi, a casa sua. Secondo me se la tirava veramente troppo, (o forse io speravo che mi avrebbe - che so - adottato, e naturalmente non lo fece) Questo può succedere: Alle volte i propri miti sarebbe meglio non conoscerli di persona...

Coincidenze: Qui sotto, in una foto di Giovanna Calvenzi, Klein ed io alla fine degli anni settanta agli incontri di fotografia di Arles



E qui, a Paris Photo, Klein con Chico De Luigi (nella sua brillante interpretazione di Terry Richardson) scattato da Davide Farabegoli. Grazie grazie grazie!



Oh...a proposito di miti...qui un'altro capitolo, ma bellissimo. La faccenda è lunga ma vorrei provare a raccontarla.
Claudio Rocchi mi manda in regalo un suo libro. tiratura limitatissima, 50 esemplari. In copertina c'è una mia foto che gli ho scattato questa estate a Roma.



dentro ci sono i suoi testi, disegni, racconti.



Ma chi è Claudio Rocchi? Tante cose. Per me un pezzo importante della mia vita, e sopratutto della mia adolescenza. Lui cantava, e canta ancora adesso. Benissimo. Ma negli anni settanta Rocchi era, per noi hippies di periferia un mito. Conduceva una trasmissione sulla radio nazionale (non c'erano le "radio libere"come all'inizio si sarebbero chiamate)
Iniziava la trasmissione sempre allo stesso modo: "Ciao, sono Claudio Rocchi", con la sua voce caldissima e suadente.
Metteva la nostra musica, parlava delle nostre cose e del nostro - nuovo - modo di concepire la vita. "Ciao sono Claudio Rocchi" era diventato, nella nostra compagnia il modo in cui ci salutavamo. Avevamo tutti preso il suo nome. Eravamo hippies, capelli lunghi, ma anche malavitati, alcuni pesanti.
Un mio amico, lui era fantastico, molto simpatico, fece una rapina in banca con alcuni complici. Lui guidava. Avevano rubato un'auto ma,in preda a chissà quale droga, decise che di quella macchina lì non si fidava e la mattina della rapina prese la sua alfetta scassata. Rapina finita maluccio, qualche sparo, fortunatamente a vuoto, e fuga.
Al pomeriggio i carabinieri andarono a prenderlo direttamente a casa.
In attesa di processo, i "grandi" della compagnia andarono a San Vittore a trovarlo. Al ritorno, noi: "Allora? come sta?" "Mah...bene" dicono loro, quando siamo arrivati in parlatoio è entrato e ha detto " Ciao ragazzi, sono Claudio Rocchi". Tanto per dire come stavamo messi.

Tanti tanti anni dopo, la storia sarebbe lunga, il destino ci ha fatto incontrare e mi ha regalato la sua amicizia.
Qui sotto Claudio esegue uno dei suoi pezzi più famosi: "La realtà non esiste"



Qui sotto un'altro mio ritratto di Claudio, scattato a Roma quest'anno.



Altri regali bellissimi. Ho scattato a Torino nella casa di Carlo Mollino, e già questo è stato un regalo e un'esperienza emozionanti (grazie Silvia)
Per le foto del backstage ho chiesto aiuto alla mia amica Elena Givone.
Qui sotto uno dei suoi scatti, ma come antipasto. Stay tuned: Le sue foto, magiche, misteriose e giocose come lei, su questo blog quando ( a Febbraio) il servizio di moda in questione sarà pubblicato.



Altro scatto natalizio e ironico me l'ha regalato Beppe Calgaro. Lui si firma anche "Fratelli Calgaro". date un occhio al suo lavoro: Non è omologato e quindi è molto interessante. Questo è un file, ma ha giurato che mi manderà la stampa firmata. Grazie!



Altra stampa regalo quella che ho ricevuto da Pino Musi.
per raccontare Pino uso le - perfette - parole di Ferdinando Scianna:

"Vulcanico napoletano, folle e un tantino ipocondriaco, sul quale si è misteriosamente innestato, e ancor più misteriosamente ha attecchito, uno spirito di fanatismo tecnologico mutuato dalle sue lunghe esperienze di vita e di lavoro in Svizzera.
Ricercatore e sperimentatore appassionato di ogni ultima diavoleria tecnica relativa alla fotografia. Autentico virtuoso nell’uso dei grandi formati e nella stampa analogica diretta in camera oscura, ma anche dell’elaborazione elettronica dell’immagine digitale, come dei vari tipi di stampa a getto d’inchiostro...
...tutti strumenti aggiornatissimi e sofisticatissimi ma univocamente funzionali ad una sincera ossessione per un risultato visivo superlativo quanto a restituzione di materia, dettaglio, di ogni sfumatura luminosa del soggetto fotografato."


Anche di Pino Musi torneremo a parlare in questo blog nel 2012, ma dalle parole di Scianna avrete capito che la stampa qui sotto riprodotta è, vista dal vero, un assoluto capolavoro.



Vabbè, a proposito di capolavori. Giovanna Calvenzi come al solito esagera e per Natale (ok, Natale + il mio compleanno ) mi omaggia di questa stampa originale di Giacomelli.
Che dire?
Emozione allo stato puro. E' come tenere in mano un pezzo di storia, eppoi nostra, direi nostrana. Forse non la voglio nemmeno incorniciare. Voglio poterla tenere in mano. Lui l'ha tenuta in mano. Giacomelli è unico. Da ragazzo l'avevo solo intuito, non capito, ma è normale. Bisogna crescere per sapere. Ora lo trovo anni luce avanti. Grazie Giò!





Realtà della provincia italiana.
Gente di cuore che sa fare davvero bene il suo lavoro. Qui sotto un paio di esempi e un paio di regali davvero "giusti"
Scarti-Lab. Di Crevalcore, tra Modena e Bologna. Fanno jeans, camicie, roba da uomo. Trattano - male - il denim in modo magistrale. Avevo preso una loro camicia per fotografare Jovanotti.
Qui sotto Toni, il boss, poi Lorenzo in pizzeria con camicia Scarti-lab, poi i pantaloni "stato dell'arte" che ho ricevuto per Natale. Grazie anche a voi.







E poi Stewart, sono toscani. Fanno giubbotti di pelle come devono essere. Loro, sono persone come tutti dovrebbero essere. Grazie Carlo e complimenti per il mio bomber, non lo tolgo più!





Un pò più impersonale, ma è un regalo anche questo: Io Donna ha eletto come migliore copertina del 2011 la mia foto con Lucia Lavia. Grazie!



Altro pacchetto inaspettato: Sinapsi mi ha mandato ben cinque suoi scatti in Polaroid. Sono un estimatore del suo lavoro e lui lo sa, ma non ci conosciamo ancora di persona. Siccome non le ha firmate dovrà per forza passare dal mio studio. Grazie Gian Giacomo, a presto! (due le ho tenute girate, un pò di mistero non fa mai male...)



Click on the names to be linked.

Click on the pictures to enlarge.
Posted in Claudio Rocchi, Elena Givone, Enrico baj, Fratelli Calgaro, Io Donna, Mario Giacomelli, Pino Musi, Scarti-lab, Sinapsi, Stewart, William Klein | Comments Off

Stage>backstage: The December cover of Riders magazine.





Riders, December issue
Photo editor and backstage photography: Stefania Molteni.


Click on the pictures to enlarge
Posted in Riders | Comments Off

Let’s the images talk: "Merry night", a fashion essai for Io Donna magazine styled by Silvia Meneguzzo, photographed by Toni Thorimbert.











































Io Donna magazine
Merry Night
Styled by Silvia Meneguzzo
Photographed by Toni Thorimbert


Hair: Gianluca Guaitoli
Make up: Roman Gasser


Backstage photography and video by Giorgio Serinelli.
Video editing: Maria Alonzo.

Click on the pictures to enlarge.
Posted in Io Donna | Comments Off

Editor-at-Large Matteo Oriani talks about the world’s most expensive photograph. Spoiler warning: It’s retouched!

Recentemente una fotografia di Andreas Gursky (Lipsia 15 gennaio 1955) è stata venduta ad un’asta di Christie’s per 4,3 milioni di dollari. E’ la foto più costosa al mondo. Andreas Gursky è cresciuto a Düsseldorf e ha avuto come insegnante Bernd Becher (Siegen, 20 agosto 1931 - Rostock, 22 giugno 2007) che, con sua moglie Hilla (Potsdam, 2 settembre 1934), è stato tra i più influenti artisti dei nostri tempi: le loro fotografie di archeologia industriale hanno fatto storia.
La fotografia si intitola “Rhein II” ed è stata scattata nel 1999.



Difficile capire certi meccanismi del mercato dell’arte, però mi diverte sapere che c’è chi spende 4,3 milioni di dollari per appendere al muro del salotto una foto grigia e verde di 360 centimetri per 185. Per di più la foto in questione non è unica: esistono 6 copie conservate al Museum of Modern Art a New York, alla Tate Modern a London, alla Pinakothek der Modern a Monaco, e alla Glenstone Collection a Potomac, Maryland. La sesta non so.
Il “tipo” ha fatto bene a comprarla: è bellissima. Temo però che giaccia in un caveau superprotetto e super climatizzato. La foto dico.
Ma quella foto è più “bella”, per esempio, di “99 cents”, sempre di Andreas Gursky e conservata al MoMa di New York, costata 3,3 milioni di dollari nel 2007?



Non so bene cosa determina il prezzo di un’opera, ma so che le fotografie di Gursky hanno un valore immenso che va al di là del vil denaro: il valore dell’arte.
Per capire questa fotografia slegata dal suo valore commerciale, proviamo a guardarla come se la stessimo guardando appesa al muro. Osserviamo la composizione. L’inquadratura è perfettamente divisa in due tra cielo e terra. Nella parte superiore c’è un cielo grigio, reso appena percepibile da morbide sfumature nuvolose. Nella parte inferiore c’è una spoglia distesa di verde interrotta da strisce grigie. La striscia più grande è il Reno.
Non si può dire se il fiume va di qua o di là. Si rimane ipnotizzati. Non ci sono punti di riferimento, ombre, oggetti, sembra non esistere tempo atmosferico e neppure tempo cronologico. C’è un appiattimento dei piani ma non una mancanza di profondità.
Le immagini di Andreas Gursky sono ottenute con fotografie manipolate. Si potrebbe dire postprodotte, ritoccate, fotoscioppate, ma il termine non sarebbe azzeccato. Lavorate digitalmente è più calzante.
La realtà, per Gursky, non può essere esibita se prima non viene ri-costruita perché la realtà oggettiva non esiste.
La tecnologia digitale è usata in questo caso in un modo estremamente nobile. L'artista usa questo mezzo per costruire una nuova realtà, per proporre un senso estetico e concettuale diverso, slegato e lontano da canoni estetici e concettuali imposti, dove nessuno, in realtà, si riconosce.
Sappiamo tutti quali danni si possono fare con il ritocco digitale. L’immagine che noi avremmo di quello stesso paesaggio, osservando con i nostri occhi, non coincide con la realtà che ci offre Gursky.
Guardare per credere: qui sotto la foto dello stesso posto scattata da un fotogiornalista tedesco.



Rhein II, come tutte le opere di Gursky non è una fotografia narrativa, ma è una fotografia allegorica. Rhein II trasmette una sensazione di serenità e di pace. E’ un’immagine meditativa-minimalista.
C’è un equilibrio rassicurante e una forte tensione attrattiva.
Equilibrio rafforzato da un rigore compositivo senza eguali dove sembra non succedere nulla e invece succede tutto.
Esiste un duplice punto di vista per godere di questa fotografia: da lontano si vedono grandi segni cromatici sapientemente disposti e da vicino puoi scoprire dettagli e particolari infiniti.
Posso solo immaginare (perché vedo in uno schermo) i singoli fili d’erba, le piccole increspature dell’acqua e le soffici sfumature delle nuvole. C’è dentro tutto il Reno, tutta la ”Realtà Reno” vista attraverso l’occhio di Gursky che, come dice lui stesso, immagina di guardare attraverso l’obbiettivo della macchina fotografica con l’occhio di un extraterrestre.
Il modo più puro, più aperto, più curioso, più inimmaginabile e profondo di guardare la realtà.
In quest’opera viene sublimato “l’effetto Gursky”: lo spettatore perde i punti di riferimento canonici per trovarne, meravigliosamente, di nuovi.
Adesso osservate le due foto vicine, “99 cents” e “RheinII”: non potrebbero apparire più diverse e invece sono generate dallo stesso “effetto” proprio perché sono immagini allegoriche e non narrative. “Rhein II” è la sublimazione di “99 cents”, per quello costa di più!

Matteo Oriani.

Nota dell’autore: grazie Principessa!

Matteo Oriani è un fotografo.
Colto ed acuto osservatore delle immagini e delle menti che le producono.
Insieme a Raffaele Origone forma il duo professionale Oriani-Origone.
Nelle loro foto danno vita ad oggetti altrimenti inanimati.

Click on pictures to enlarge.
Posted in Andreas Gursky, Matteo Oriani | Comments Off

"Il mio domani": A movie by Marina Spada, a book photographed by Gabriele Basilico and Toni Thorimbert, edited by Contrasto.

Gabriele ha fotografato la Milano del film, io le persone. Quella famiglia istantanea ed effimera che si crea sul set di un film. La star, la regista, gli elettricisti, la produzione, i costumisti, truccatori, direttori della fotografia, di produzione, scenografi, macchinisti ed assistenti vari. Era un bel gruppo, devo dire: belle facce e una bella atmosfera sul set.
Qui sotto un estratto di pagine dal libro: a colori, gli ambienti e i paesaggi fotografati da Basilico,(con a lato piccoli "frames" dal film) mentre miei sono gli scatti in bianco e nero dal backstage e i ritratti su fondo bianco.

























































"Il mio domani"
A movie by Marina Spada photographed by Gabriele Basilico and Toni Thorimbert.
Edited by Contrasto.
Curated by Giovanna Calvenzi.
Graphic design by Francesco Camagna.
Euro 19,90.

"Il mio domani" is a Kairos film production.
With: Claudia Gerini, Claudia Coli, Raffaele Pisu, Paolo Pierobon.


Click on the pictures to enlarge.
Posted in Claudia Gerini, Il mio domani | Comments Off

"The Men Issue", a new blog by Alessandro Calascibetta.



Se ricevete una mail da Alessandro Calascibetta, alla fine - nella firma - c'è la lista dei suoi incarichi:

vicedirettore moda Max
fashion director Style
creative fashion director Style Piccoli
fashion director Style Golf
fashion editor Il Mondo
fashion editor speciali uomo Io Donna

Mica male il ragazzo, che ora intraprende anche l'avventura di un blog di moda e stile. Alessandro è un bell'uomo, colto, intelligente, divertente, ovviamente sempre molto elegante. Di moda dell'uomo e di stile ne sa a pacchi, ovviamente, ma sopratutto ne sa parecchio di vita, avendo solcato molti mari, alcuni dei quali anche piuttosto burrascosi. Il suo approccio quindi non è mai superficiale, ma piuttosto caustico, ironico e abbastanza critico verso le mille cazzate di questa fetta di mondo. Se la moda vi interessa terrei d'occhio questo blog che potrebbe diventare, nel tempo, un ottimo punto di osservazione.

Qui sotto alcune immagini dal party di inaugurazione allo spazio di Alberto Guardiani.







Ale Calascibetta mostra il blog a Stefano Babic e altri amici.

The Men Issue.
Moda e Stile. Di Alessandro Calascibetta.


Photographed by Giorgio Serinelli.

Click on the pictures to enlarge.
Posted in Alessandro Calascibetta, The Men Issue | Comments Off

More from the November issue of Riders magazine: The bikebuilder Umberto Borile plus "Over the top" mechanic Jeremy Burgess.

Sono stato appassionato di moto fin da bambino, ma d’altra parte era inevitabile, dato che mio fratello più grande lo era. Passavamo ore in garage a smontare-rimontare, e altrettante ore le ho passate in silenzio, a mascella calata e braghe corte, in adorazione di una Laverda 750 di un mio vicino.
Leggevo Motociclismo. Era la bibbia. Dove vivevo, a Pioltello, estrema periferia di Milano, proiettavano i film-fotoromanzo con Giacomo Agostini.
A me però piacevano molto anche i cavalli. Da bambino disegnavo solo caschi integrali e selle americane. Ad un certo punto, non so, forse perchè le moto di mio fratello erano troppo rotte o per via di un paio di scivolate col Minarelli, il cavallo ha prevalso, e lo ha fatto per quasi vent’anni.
Qualche anno fa mi sono operato. Niente di veramente grave, ma dovevo stare a letto. Nel frattempo qualcosa era cambiato. Non c’erano più solo le foto - in bianco e nero - di Motociclismo, c’era la TV. C’era Guido Meda. Mi ricordo benissimo quel week end, dolorante ma felice, a guardare tutto, tutto delle moto, le prove, le gare, i commenti.
Mi era tornata la febbre.
Dopo un pò mi sono comprato una moto, poi è uscito Riders ( o viceversa ), poi ho iniziato a lavorarci. Meno male i sogni dei bambini qualche volta si avverano.











Riders
November issue.

Borile 2.0 Reloaded.

Photographed by Toni Thorimbert
Written by Paolo Sormani
Photo editor Stefania Molteni.







Riders
November issue.

Jeremy Burgess
le mie cinque P.


Photographed by Toni Thorimbert
Written by Mat Oxley
Photo editor Stefania Molteni.


Click on the pictures to enlarge.
Comments Off